Qualche volta lo sport sorprende, che sia il ciclismo, che sia il calcio o il basket o via dicendo. Non c’è differenza. Per noi bergamaschi, la grande sorpresa in queste settimane è l’Atalanta che dopo quattordici giornate di campionato si trova al quarto posto, a soli cinque punti dalla Juventus. Una grande sorpresa perché l’inizio del campionato era stato disastroso, al punto che dopo cinque giornate l’allenatore Gasperini sembrava avere i minuti contati. E invece… le sorprese della vita.
Quando il Gasp venne a Bergamo, un grande appassionato e intenditore di calcio, tifoso del Genoa, mi disse: avete preso il miglior allenatore italiano. E io ci credetti. E non mi raccapezzavo di quelle prime partite così deludenti. Invece aveva ragione il mio amico.
Ne possiamo trarre una morale? Certamente più di una. Ma di sicuro che bisogna dare tempo al tempo, e che i frutti maturano alla loro stagione. Non è detto che un frutto che matura prima sia migliore di uno tardivo, anzi. Lasciare lavorare, avere fiducia. Gasperini ha impostato una squadra di giovani, ha sfruttato al meglio il vivaio dell’Atalanta, squadra che in quanto a questo è sempre stata tra le migliori d’Italia. E oggi Bergamo vive l’entusiasmo della sua squadra, del suo simbolo che vola in alto, là dove quasi mai si è avventurata nella sua storia che l’ha portata al massimo al quinto posto in classifica (finale). Poi aggiungiamo una Coppa Italia, una semifinale di Coppa delle Coppe e un quarti di finale di Coppa Uefa. E tanti campionati di serie A.
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Bene. Ma che c’entra tutto questo con il ciclismo? Mi vengono in mente le parole di Felice Gimondi riguardo ai giovani. Gimondi è chiarissimo: i giovani devono affrontare il ciclismo come un gioco, come un divertimento. Niente tattiche, tanto meno medicine. Allenamento e divertimento. Così si attirano tanti giovani, e così poi emergono davvero quelli bravi che altrimenti rischiano di venire “bruciati” da una macchina organizzativa che li vuole già “piccoli professionisti” quando hanno dodici o tredici anni.
I ragazzi di Gasperini si divertono, stanno bene tra loro, hanno sviluppato una grande autostima. Tutto per loro è facile perché l’autostima sta alla base di ogni successo. Hanno un allenatore che crede in loro, che conosce il calcio, che è autorevole. Loro lo rispettano e ubbidiscono. E qualche volta fanno qualche “mattata” come Kessiè che ruba palla al suo compagno per tirare il rigore. E lo segna. Gasperini osserva e capisce e trae spunto per ulteriori miglioramenti.
Ma sapete quando davvero a Bergamo è esploso l’entusiasmo incontenibile? Quando l’Atalanta, alla tredicesima giornata, ha agguantato il pareggio con la Roma, al quarto d’ora del secondo tempo. L’entusiasmo irrefrenabile è esploso quando, dopo il gol, i tifosi hanno visto che la squadra non si fermava, non arretrava, non difendeva. No. Continuava ad attaccare, a cercare di vincere. L’Atalanta andava oltre.
E ognuno allora ha proiettato la sua vita. Non accontentiamoci, andiamo oltre, miglioriamoci sempre. Andiamo all’attacco: la vittoria più bella è, sempre, riuscire a esprimere il meglio di sé. E poi vada come vada. Possiamo farcela!
Buone pedalate invernali.