PASSO DELLO STELVIO (SO) – Nonostante il maltempo abbia provato a metterci lo zampino, costringendo gli organizzatori a rinviare di 24 ore la prima edizione, la Stelvio Stilfserjoch Night, Light & Food è stata un successo, con oltre un centinaio di nottambuli che hanno illuminato a giorno con la loro passione i 48 tornanti che salgono da Trafoi fino al gigante alpino che, con i suoi 2.758 metri, è il passo carrozzabile più alto d’Italia e il secondo in Europa (foto credit newspower).

1240 amici si sono già iscritti al canale Telegram BICITV.
Per ricevere aggiornamenti in tempo reale sul mondo del ciclismo, unisciti a loro cliccando qui.

La manifestazione, voluta dall’associazione turistica di Prato allo Stelvio e particolarmente del suo coordinatore Peter Pfeifer, avrà cadenza biennale e nel 2025 fra il resto ricorreranno i 200 anni dalla realizzazione della strada dello Stelvio. L’evento si ripeterà di sicuro, visto che il successo della prima edizione è stato enorme. Queste manifestazioni, che si possono chiamare tranquillamente avventure, occorre viverle, perché non si possono raccontare tutte le emozioni vissute in una notte correndo lungo i tornanti chiusi al traffico, arrampicando in bici oppure con gli skiroll.

Inizialmente prevista per venerdì 30 giugno, la 1a Stelvio Stilfserjoch Night, Light & Food è stata spostata a sabato notte a causa di previsioni particolarmente piovose. Partenza alla francese, nessun cronometro, solo la voglia di esserci. Lo start di Trafoi, presso l’Hotel Bellavista del campionissimo Gustav Thöni, è stato caratterizzato dal primo ristoro, una specie di ‘carboload’ ma con prelibatezze da gustare in uno splendido giardino col fuoco acceso e il gigantesco Ortles a fare da sfondo con la cima imbiancata. Strada chiusa alle 20 e via con scarpette (un imperterrito runner ha affrontato la salita scalzo!), bici di ogni tipo (da strada, mtb, gravel, pieghevoli, elettriche) ed anche skiroll.

Stelvio Stilfserjoch 2023 - credit newspower

Stelvio Stilfserjoch 2023 – credit newspower

Una salita affrontata senza fretta, l’unico impegno era… non abbuffarsi troppo, cosa non facile ai ristori, ben quattro più quello finale. Il primo era collocato proprio allo start e offriva Tres Fontes, invitanti finger food tirolesi, poi a circa 4 km presso la locanda “Zum Weissen Knott”, con la vista panoramica sui ghiacciai dell’Ortles e del Medaccio, i partecipanti potevano gustare una scodella di Knifferlinge (canederlini con finferli), con sosta d’obbligo per ritirare la torcia del pacco gara. Poco dopo, mentre il buio stava ammantando lo Stelvio, gli organizzatori accendevano i 132 fari led negli ultimi 7 km del percorso. Uno spettacolo di luci e di colori, conditi dal sudore e dall’entusiasmo dei partecipanti. Prima di affrontare lo Stelvio illuminato dai fari colorati, però, sosta presso l’Albergo Franzenshöhe con una divina e calda zuppa di vino (vegetariana) con piccoli assaggi, senza dimenticare di ritirare e indossare l’originale T-shirt dell’evento, autentico trofeo da finisher della Stelvio Stilfserjoch Night, Light & Food. Poi ancora avanti a far fatica verso la vetta. C’è da dire che in questa prima edizione si è pagato un po’ lo scotto del debutto, con qualche faro ad abbagliare i partecipanti, comunque Peter Pfeifer ha già preso nota del problema e per il 2025 sarà certamente risolto.

Mentre la fatica si faceva sentire e il fiato affaticava i polmoni, qualche gocciolina mista a neve cominciava a scendere, ricordando che si era al cospetto del bizzoso Stelvio. Al tornante 10 sosta a lato strada per rifocillarsi con verdure fritte, serviti dalle ragazze e dai ragazzi del Greiterhaus (agricoltura biologica di Oris vicino a Prato allo Stelvio), con musica e panchine a disposizione per gustare il brulè di succo di mela, ma c’era anche la birra per dissetare gli appassionati. Ultimo strappo verso la cima, con il nevischio che si faceva sempre più intenso e con il termometro che scendeva verso lo zero mettendo alla prova gli impavidi concorrenti. Tutto dimenticato all’arrivo, col ristoro finale della Locanda Tibet che metteva in tavola polenta e spezzatino di cervo accompagnati da cavolo rosso, oppure polenta con ratatouille di verdure, e pure tanta musica con chitarra e fisarmonica. Ufficialmente ristoro aperto fino alle 2, ma la festa è proseguita fino alle 4 di mattina. Poi la discesa in bici oppure con le navette, con la consapevolezza di essere entrati nella leggenda di un evento speciale e “green”, dove la plastica era bandita e i fari caricati con energia rinnovabile e senza disturbare marmotte e altri animali selvatici, incuriositi dai 120 eroici scalatori. Una bella esperienza, sicuramente da ripetere.

Ovviamente soddisfatto a fine evento Peter Pfeifer: “L’idea mi è venuta un anno e mezzo fa, ho valutato che durante il giorno abbiamo sempre problemi per proporre eventi sullo Stelvio vista la necessaria chiusura strade, allora ho pensato alla notte. Non ci sono problemi di chiusura durante la notte e la gente che lavora non si trova in difficoltà a raggiungere lo Stelvio. L’idea era di organizzare un evento non competitivo, che abbinasse il gusto e lo sport, quindi la bici e la camminata, insomma un mix nella natura e nel silenzio dello Stelvio. Questo potrebbe diventare un appuntamento da grandi numeri, ma dobbiamo valutare se è il caso invece di mantenerlo a livello “familiare” riservato a pochi. Nel 2025 sarà ancora più interessante perché collegato ai 200 anni dalla nascita della strada dello Stelvio, considerata tra le più belle del mondo”.